Parlare alle cellule: quando la voce dialoga con il corpo
In questi giorni in tanti mi avete inviato video, interviste e contenuti del dottor Gian Piero Abbate che tratta un tema molto vicino a me: comunicare con le cellule del proprio corpo attraverso la voce.
Si parla sempre più spesso del rapporto tra parola, intenzione, emozione, corpo e sistema interiore.
Ma per me tutto questo non è iniziato da uno studio o da una singola tecnica di PNL.
Tutto è nato nel giugno del 2019.
Avevo appena ricevuto una diagnosi di cancro maligno al seno e mi stavo preparando all’intervento chirurgico che sarebbe avvenuto da lì a breve.
Ero sicuramente frastornata, ma una cosa che mi ha sempre caratterizzata è mantenere i piedi per terra e una certa lucidità anche nei momenti più difficili.
Così mi sono messa letteralmente a nudo davanti allo specchio.
Ho guardato il mio seno e ho iniziato a parlare al mio corpo.
Precisamente alle mie cellule.
Ma non conoscevo ancora gli algoritmi…
Ho semplicemente sentito che il mio corpo non era un nemico da combattere.
Ho parlato alle mie cellule con amore.
Ho detto loro che nel mio corpo potevano rimanere solo cellule sane, cellule in armonia con la vita.
E ho accompagnato con amore e Luce tutto ciò che non apparteneva più al mio equilibrio a lasciar andare.
L’anno dopo ho incontrato Elia Tropeano e ho trovato una struttura.
Fu proprio lui a dirmi che parlando al mio seno, in quel preciso istante, avevo già fatto un algoritmo spontaneo.
E da lì… la storia forse la conoscete… mi sono partite le sinapsi!
Poi, cammin facendo, ho scoperto che non ero certo l’unica ad occuparmi di questo tipo di dialogo.
Persone, ricercatori e autori, in epoche e luoghi diversi, hanno esplorato questo stesso grande tema.
Ci sono persino richiami alla Russia esoterica dei primi del Novecento, dove si esplorava già il dialogo con il corpo e con gli organi.
Ognuno con il proprio linguaggio e ovviamente con il proprio percorso.
Pensate che sia un caso che oggi stia emergendo tutto questo?
Io credo di no.
Stiamo semplicemente ricordando qualcosa che il nostro corpo conosce da sempre: la relazione più importante che possiamo costruire è proprio quella con noi stessi.
Quello che faccio io, però, è qualcosa di diverso.
Creo strumenti, percorsi, protocolli e attivazioni guidate, pronti per accompagnare questo dialogo con il proprio sistema interiore.
Ma non c’è solo la struttura.
C’è anche la voce.
Perché le parole possono essere lette, ripetute, pronunciate.
Ma quando una voce ti accompagna, accade qualcosa di diverso.
La voce porta con sé ritmo, presenza, vibrazione, intenzione.
In molti raccontano che la mia voce accompagna in uno spazio profondo, dove riescono a lasciarsi andare, ad ascoltarsi, ad abbassare le difese e a entrare in un dialogo diverso con sé stesse.
Per qualcuno è un viaggio completamente nuovo.
Per altri è semplicemente il riconoscimento di qualcosa che sentivano già dentro.
Perché entrare in contatto con il proprio mondo interno non per tutti è immediato.
Se fosse così semplice parlare al proprio corpo, ricevere una risposta e ottenere immediatamente un cambiamento, probabilmente saremmo tutti felici, sorridenti e perfettamente sani.
Ma, come possiamo osservare, non sempre funziona così.
Ci sono persone che in un preciso momento della loro vita, anche senza conoscere tecniche o metodi, riescono spontaneamente ad aprire quel dialogo.
Per altri invece il percorso richiede una guida.
Ci sono credenze limitanti, pensieri sabotanti, convinzioni radicate, blocchi emotivi, energetici e mentali che possono rendere più difficile lasciarsi andare.
E proprio lì la voce diventa un ponte.
Un suono che accompagna.
Uno spazio in cui sentirsi accolti mentre si esplora qualcosa di profondamente personale.
Perché ognuno ha il proprio tempo.
Per qualcuno forse non è ancora arrivato il momento.
Per altri magari è proprio adesso.
Per altri ancora serve una strada, uno studio, una guida, una struttura.
Siamo tutti diversi.
Se senti che hai bisogno di me…
Io ci sono.

