Lo zapping del cervello

C’è chi compra un libro e, dopo qualche settimana, mi scrive chiedendomi dov’è un esercizio… che si trova proprio dentro quel libro.

Qualcun altro si iscrive a un corso, segue la prima lezione, salta la seconda, guarda metà della terza, poi ascolta un’intervista su YouTube e pensa di aver seguito un percorso.

No.
Così non funziona.

State facendo zapping.

Zapping di video.
Zapping di corsi.
Zapping di informazioni.

E il cervello, invece di imparare si confonde.

Sapete qual è la differenza tra chi cresce e chi resta fermo?
Il metodo.

Provate a iscrivervi all’università senza un metodo di studio. Pensate davvero di laurearvi guardando qualche lezione qua e là? Leggendo due pagine quando capita? Ascoltando un’intervista e dicendo: “Ho capito.”

No.

L’università vi insegna una cosa fondamentale: a essere autonomi. A studiare. A ripetere. Ad approfondire. A costruire la vostra conoscenza un passo alla volta.

Il cervello ha bisogno di ordine.
Ripetizione.
Allenamento.

Ha bisogno di tornare più volte sullo stesso concetto, finché quel concetto diventa davvero vostro.

Per questo scrivo libri, realizzo corsi, preparo esercizi. Perché possiate avere strumenti da studiare, da riprendere in mano, da utilizzare ogni volta che ne avete bisogno.

manuali

L’ultimo libro, Algoritmi della Parola, non è nato da un pomeriggio di ispirazione. Sono due anni di lavoro. Due anni di osservazione.
Di studio. Di verifiche. Di riscritture.

Ogni pagina è stata pensata perché possiate costruire una competenza, non perché prenda polvere sul comodino.

Se acquistate un libro, leggetelo.
Se seguite un corso, completatelo.
Se fate un esercizio, rifatelo.

E se qualcosa non è chiaro, tornate indietro e ricominciate. Perché la conoscenza non entra per osmosi.

Non basta leggere un post, seguire una diretta.
Non basta guardare un video.

Il cervello è nato per imparare.

Ma imparare richiede una cosa che oggi sembra quasi fuori moda: disciplina.

Chi accetta di allenarsi cresce. Chi continua a fare zapping resterà sempre con la sensazione di sapere tante cose… senza riuscire davvero a usarne nessuna.